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Tosse secca e persistente? Potresti avere il reflusso gastroesofageo

30 May 2018 | di: Elia Silvia

Elia Silvia

Elia Silvia
Osteopata M.R.O.I.

Dopo aver conseguito il diploma di Osteopata presso l'Istituto Superiore di Osteopatia di Milano e conseguito il Bachelor of Science in Osteopathy presso la University of Wales di Cardiff (UK) il 24/09/2002, si specializza in posturologia e osteopatia pediatrica. Da oltre dieci anni è membro del Registro degli Osteopati d'Italia, iscritta al nr. 669. Iscritta all'Associazione Italiano Massoterapisti.
Il 28/02/2003 riceve dal Registro degli Osteopati d’Italia la Menzione per la sua tesi dal titolo “Espansione progressiva del palato con Quad helix e rilasciamento suturale su pazienti in crescita. Uno studio sperimentale”. Dopo aver collaborato con diverse strutture private su tutto il territorio nazionale e collaborato in qualità di relatrice in diversi corsi e seminari sull’osteopatia, dà vita nel 2009 al Centro Postura Osteopatico. Oggi è co-fondatrice e amministratore del Centro Italiano Postura.
 

Tosse secca e persistente? Potresti avere il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo consiste nel ritorno in esofago di parte del contenuto dello stomaco ed in particolare dei succhi acidi che provocano una infiammazione della mucosa esofagea. Il reflusso gastroesofageo è spesso facilitato da ciò che mangiamo: alcool, caffè, cioccolato, fumo, spezie, pomodoro, menta, agrumi, aglio e cipolla e cibi grassi possono irritare le mucose, aumentano l’acidità gastrica e rallentano lo svuotamento gastrico (scarica la tabella degli alimenti).
Ma quali sono i sintomi più comuni del reflusso gastroesofageo? Alle volte compare una tosse secca e permanente, spesso confusa con bronchite, accompagnata da acido in gola con bruciore al di sopra dell'ombelico o dietro lo sterno e in gola, alcune volte compare tachicardia o dolore toracico.
Per sapere se si soffre di reflusso gastroesofageo si può ricorrere al pep-test, un test che permette di diagnosticarlo in modo semplice e non invasivo e che può essere fatto sia dagli adulti che dai bambini. Il pep-test rileva la presenza della pepsina nella saliva, nell’espettorato e nei succhi gastrici, laringe e dalle prime vie respiratorie. La pepsina è enzima prodotto dalla mucosa gastrica e si trova nei succhi gastrici dello stomaco, se questi refluiscono verso l’esofago, verso la laringe e le prime vie respiratorie allora la sua rilevazione può essere un ottimo indicatore del reflusso gastrico.
Una volta diagnosticato il reflusso, oltre a migliorare l’alimentazione, evitando quegli alimenti che favoriscono il reflusso, ci si può rivolgere al proprio osteopata il quale intervenendo sulla meccanica viscerale e sulle tensioni delle strutture di contenimento come il diaframma, favorirà la corretta funzionalità della giunzione gastroesofagea diminuendo i sintomi del reflusso gastroesofageo e le manifestazioni muscoloscheletriche del reflusso come la dorsalgia, la cervicalgia e la cefalea muscolotensiva.

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