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Trattamento della scoliosi con il metodo Mèziéres

mercoledì 15 febbraio 2017 | di: Villa Marco

Villa Marco

Villa Marco
Psicologo e massoterapista

Dopo aver conseguito la laurea in Pscicologia nel 2000 presso l'Università degli Studi di Padova consegue il titolo di Massoterapista e si specializza in rieducazione posturale secondo il metodo Meziérès - Bertelè con un approccio psico-corporeo. Collabora con il Centro Italiano Postura dove si occupa principalmente di Rieducazione Posturale e trattamenti integrati dell'insonnia

 

Trattamento della scoliosi con il metodo Mèziéres

La scoliosi è uno sviluppo anomalo della colonna vertebrale che presenta una curvatura laterale e rotatoria. Esistono diversi tipi di scoliosi a seconda della forma e anche del grado di gravità.
In genere la scoliosi può essere idiopatica o secondaria ad altre patologie. Nel caso di scoliosi idiopatica l'esordio è in età preadolescenziale e tende ad evolversi per tutto il periodo della crescita fino a stabilizzarsi alla fine della crescita ossea.
Non tutte però sono vere scoliosi, è necessario distinguere la scoliosi vera e propria dall'atteggiamento scoliotico. In quest'ultimo si nota l'assenza del gibbo quando la persona si curva in avanti.
Un valido aiuto per contrastare una possibile evoluzione negativa della scoliosi durante la crescita può arrivare dalla rieducazione posturale secondo il Metodo Mèziéres. E' un metodo particolarmente utile nei casi di scoliosi lieve o di media entità e ovviamente anche nei casi di atteggiamenti scoliotici.
Lo scopo è quello di andare ad allungare le catene muscolari della schiena per contrastare la tendenza disfunzionale a schiacciare e ruotare la colonna vertebrale.
Ciò che si intende fare con questo tipo di rieducazione posturale è una sorta di accompagnamento posturale alla crescita dei ragazzi con scoliosi.
Anche in età adulta il Metodo Mèziéres può essere utile in tal senso; per una scoliosi stabilizzata ma che può comunque provocare dolori al rachide.
Data la complessità del dismorfismo quindi, occorre un monitoraggio puntuale per valutarne di volta in volta l'evoluzione considerando oltre agli aspetti medici anche la dimensione dei vissuti psicologici ed esistenziali. 

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