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La terapia miofunzionale nella deglutizione atipica del bambino

mercoledý 4 febbraio 2015 | di:  Centro Italiano Postura

 Centro Italiano Postura

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La terapia miofunzionale nella deglutizione atipica del bambino

La corretta deglutizione, in quanto sistema complesso, dipende dalla relazione tra i muscoli del viso, della bocca e della gola. L’atto deglutitorio è quindi una funzione che dipende dall’equilibrio fra queste diverse componenti muscolari ed il loro movimento sinergico. Per poter deglutire correttamente i muscoli ed i nervi della lingua, delle guance e della gola devono lavorare insieme in armonia e, a lungo andare, vanno a definire la forma della bocca in maniera determinante.

Quando una persona deglutisce normalmente, la punta della lingua spinge fermamente sul palato duro; questo è localizzato nella zona subito dietro i denti incisivi superiori. Questo movimento risulta fondamentale poiché, durante il suo svolgimento, non soltanto la deglutizione avviene in maniera più efficiente, senza l’impegno di muscoli diversi dalla lingua, ma anche perché la pressione della lingua determina la stimolazione dei recettori che fanno capo alla seconda branca del nervo trigemino che rivestono un ruolo posturale peculiare.

Se questa importante funzione della lingua è impedita da un qualsiasi motivo, il suo contatto con il palato può venire a mancare. Così possono manifestarsi effetti dannosi a livello dello sviluppo orofacciale e le conseguenti problematiche odontoiatriche e respiratorie causate dalla iper-attivazione di muscoli (bucinatori) che si sostituiscono funzionalmente alla lingua.
Nei bambini la cosiddetta deglutizione deviata – atipica – infantile può essere considerata fisiologica durante l’infanzia. Questo comportamento deglutitorio però è accettabile fino a circa 4 anni. Solitamente diminuisce e scompare con la crescita del bambino. Se la deglutizione deviata infantile persiste il bambino può apparire, parlare e deglutire diversamente dai suoi coetanei.

Le cause del disturbo orofacciale possono essere le più varie: allergie, adenoidi o tonsille ipertrofiche, bruxismo, frenulo linguale corto, fattori ereditari e vizi orali come l’uso prolungato del ciuccio, bere dal biberon troppo a lungo, succhiarsi il dito e rosicchiarsi le unghie. In particolare, quella di succhiarsi il dito è un’abitudine che può comportare modificazioni nella crescita del terzo inferiore della faccia. Se il bambino non abbandona questo atteggiamento in modo naturale, la spinta linguale si rinforza, diventa un problema che richiederà un trattamento per correggere il modello patologico.

L’intervento terapeutico maggiormente adottato in questi casi è la terapia miofunzionale, un trattamento funzionale che si avvale dell’applicazione della forza muscolare mirante ad un equilibrio o ad un bilanciamento della muscolatura del sistema orofacciale attraverso l’educazione-rieducazione della deglutizione deviata, della respirazione orale, delle alterazioni della masticazione, dell’articolazione verbale fonatoria, della malocclusione funzionale nonché delle problematiche posturali.

L’obiettivo della terapia miofunzionale è far nascere e stabilire nuove immagini motorie eliminando gli schemi deviati, cancellare i vizi orali, favorire una normale crescita, funzionalità e consapevolezza muscolare, migliorare la forza e la coordinazione muscolare, aiutare la terapia ortodontica, prevenire o correggere problemi dell’articolazione verbale fonatoria, ovvero migliorare la produzione dei suoni, correggere la funzionalità dopo un’eventuale terapia ortodontica, affrontare le problematiche della postura corporea, infine migliorare l’estetica del viso (Andretta 2005).

L’interesse per le funzioni orali infatti sono in continuo aumento per la forte incidenza che hanno sullo sviluppo posturale e funzionale del tratto orofaciale. Questo interesse è causato dalle continue richieste diagnostico – terapeutiche che provengono da più specialisti per i diversi quadri clinici nelle diverse fasce d’età. I problemi legati alla fisiopatologia delle funzioni orali (respirazione, suzione, masticazione, deglutizione, articolazione verbale fonatoria, attività sensoriali e connotazioni estetiche) devono quindi essere affrontati in un’ottica interdisciplinare. La presa in carico richiede la collaborazione di molteplici discipline relativamente al grado di alterazione morfologico-funzionale: Foniatria, Logopedia, Otorinolaringoiatria, Ortodonzia, Chirurgia Maxillo Facciale, Pediatria, Fisiatria, Fisioterapia, Osteopatia, Posturologia.

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