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Perché si forma l’alluce valgo?

12 March 2018 | di: Agrello Giovanna

Agrello Giovanna

Podologo - Posturologo

Laureata in Podologia con il massimo dei voti presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, consegue il Master in Posturologia Clinica all’Università degli Studi di Pisa. Dopo aver collaborato con alcune strutture sanitaria capitoline, si trasferisce a Milano dove collabora con il nostro Poliambulatorio in qualità di Podologo.

Perché si forma l’alluce valgo?

L’alluce valgo è una deformità del primo dito del piede, caratterizzata dalla sublussazione dell’articolazione metatarso-falangea, causata da una deviazione laterale dell’alluce e una deviazione mediale del primo metatarso. Si tratta di una deformità a carattere progressivo che va monitorata nel tempo.
La testa del primo metatarso rimane quindi in parte scoperta poiché non è più congruente con la base della falange e ciò provoca molto facilmente un’infiammazione della borsa sinoviale nota come borsite.
La causa è da ricercare, nella maggior parte dei casi, in problematiche di tipo biomeccanico mentre fattori predisponenti sono l’ereditarietà, il piede piatto, la lassità legamentosa e l’uso di calzature non adeguate.

Si riconoscono quattro gradi di evoluzione:

  • nell’alluce valgo di I grado si riconosce una sublussazione dell’articolazione metatarso-falangea attraverso un esame radiografico nel quale si può apprezzare una perdita di allineamento del primo raggio;
  • nel valgismo di II grado si può notare una maggiore deviazione della falange prossimale, tale da intersecare il secondo dito durante la fase di propulsione;
  • l’alluce valgo di III grado è caratterizzato da un accentuato varismo del primo metatarso, apprezzabile sia visivamente che tramite esame radiografico;
  • nell’alluce valgo di IV grado si avrà un aumento importante del varismo del metatarso e la presenza di un’esostosi a livello dell’articolazione metatarso-falangea che è spesso sede di dolore e può presentare ulcerazione.

Ci sono chiaramente delle ripercussioni a livello della deambulazione causate dall’instabilità del primo raggio che perde la sua importanza nella fase di propulsione.
Questo carico viene allora trasferito alle altre teste metatarsali e questo può causare produzione di tessuto fibroso, ipercheratosi (che devono essere trattati esclusivamente dal podologo), nonché infiammazioni a livello delle capsule articolari delle metatarso-falangee centrali causando metatarsalgia.
Chiaramente una metatarsalgia importante può provocare andature antalgiche che nel tempo portano a degli atteggiamenti posturali incongrui, con conseguenze a livello dei segmenti ossei sovrapodalici.

L’intervento del podologo, di fronte a questa patologia, è soprattutto di tipo educativo, prima che la deformazione si presenti.
L’intervento conservativo consiste nel trattamento attraverso ortesi protettive che agiscono isolando la borsite capsulare, proteggendola dal continuo contatto con la calzatura. Tali ortesi sono classificate come presidi medici personalizzati, realizzate in silicone medicale su impronta diretta. Anche l’utilizzo di ortesi plantari e scarpe congrue possono contrastare in parte il dolore e cercare di rallentare la progressione della patologia.

Infine l’intervento chirurgico deve essere visto come ultima spiaggia a cui ricorrere quando il dolore non si riduce nonostante l’utilizzo di protezioni, calzature ampie e ortesi plantari.

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