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Cosa può fare l’osteopata per la plagiocefalia del neonato?

12 February 2018 | di: Elia Silvia

Elia Silvia

Elia Silvia
Osteopata M.R.O.I.

Dopo aver conseguito il diploma di Osteopata presso l'Istituto Superiore di Osteopatia di Milano e conseguito il Bachelor of Science in Osteopathy presso la University of Wales di Cardiff (UK) il 24/09/2002, si specializza in posturologia e osteopatia pediatrica. Da oltre dieci anni è membro del Registro degli Osteopati d'Italia, iscritta al nr. 669. Iscritta all'Associazione Italiano Massoterapisti.
Il 28/02/2003 riceve dal Registro degli Osteopati d’Italia la Menzione per la sua tesi dal titolo “Espansione progressiva del palato con Quad helix e rilasciamento suturale su pazienti in crescita. Uno studio sperimentale”. Dopo aver collaborato con diverse strutture private su tutto il territorio nazionale e collaborato in qualità di relatrice in diversi corsi e seminari sull’osteopatia, dà vita nel 2009 al Centro Postura Osteopatico. Oggi è co-fondatrice e amministratore del Centro Italiano Postura.
 

Cosa può fare l’osteopata per la plagiocefalia del neonato?

La plagiocefalia posizionale è una deformazione della testa del neonato nei primi mesi di vita quando le sue ossa craniche sono ancora malleabili e più facilmente modificabili in base alle posizioni che assume.
Prima del parto queste deformazioni possono essere imputate alle forze compressive intrauterine. All’interno dell’utero materno il feto può restare nella stessa posizione per un periodo più o meno lungo e ciò determina sia una deformazione cranica che una tensione muscolare del collo. Questo spiega perché dopo la nascita il neonato prediligerà la stessa posizione assunta in utero andando a peggiorare la deformità cranica. Mentre durante il parto le principali causa di queste deformazioni sono le forze compressive lungo il canale del parto o l’utilizzo di strumenti quali ventosa o forcipe.
La plagiocefalia posizionale, a differenza di quella anteriore, si risolve con il trattamento osteopatico (come evidenziato da diversi studi scientifici pubblicati su autorevoli riviste quali il British Medical Journal, Pediatrics o dallo studio condotto all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma).
L’osteopata attraverso tecniche molto dolci, non invasive e traumatiche per il neonato, interviene sulle strutture craniche al fine di normalizzare: la base cranica, l’allineamento dell’asse cranio sacrale anche in relazione al bacino, le membrane craniche e le suture craniche.
La deformazione cranica inoltre può generare compressioni meccaniche su alcuni nervi cranici (nervo vago, ipoglosso, glossofaringeo) causa di asimmetria del viso, coliche addominali, rigurgito, reflusso gastroesofageo, difficoltà di deglutizione e suzione, irritabilità e disturbi del sonno.

Oltre al trattamento osteopatico i genitori possono seguire alcuni semplici consigli:

  • quando dorme alternare le posizioni della testa in posizione supina e sui fianchi;
  • quando è sveglio far trascorrere dei periodi steso in posizione prona, sotto supervisione di un adulto;
  • utilizzare appositi cuscini per plagiocefalia.

Da uno studio condotto dall’osteopata Viola Frymann, effettuato su un campione di 1250 neonati, è emerso che il 10% ha subito un forte ed evidente trauma cranico, e che il 78% presentava una disfunzione cranica facilmente diagnosticabile a livello osteopatico (Frymann VM. Relation of disturbances of craniosacral mechanisms to symptomatology of the newborn: study of 1,250 infants. J Am Osteopath Assoc. 1966;65:1059-75).
Per questo è importantissimo rivolgersi al proprio osteopata già nei primissimi giorni di vita del neonato, anche come azione preventiva per il suo sviluppo psicomotorio.

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